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10
Ott

Alcuni richiami alla norma CEI 79.3

La normativa CEI 79-3 è stata emanata per regolamentare la realizzazione degli impianti di allarme definiti :
antieffrazione, antintrusione, antifurto ed antiaggressione

La norma fornisce tutti i principali criteri da seguire a partire dalla progettazione, alla esecuzione, verifica e manutenzione degli impianti in esame nonché stabilirne i livelli di prestazione.

Classificazione dei livelli di prestazione degli impianti

La norma prevede la classificazione degli impianti di allarme su TRE livelli di prestazione in ordine crescente di importanza. Un impianto classificato al secondo livello di prestazione è più sicuro di un impianto classificato al primo livello.

Tipologie di impianti e categorie di rischio

La norma consente di applicare il metodo scientifico di calcolo della prestazione del sistema di sicurezza alle seguenti comuni tipologie di impianti:

Abitazione non isolata
in cui rientrano anche le seguenti categorie: appartamenti condominiali, ospedali e scuole

Abitazione isolata
in cui rientrano anche le seguenti categorie: ville, musei

Unità industriale
in cui rientrano anche le seguenti categorie: industrie, chiese

Locale cassaforte
in cui rientrano anche le seguenti categorie: gioiellerie, locali casse continue, sportelli bancomat

Locale corazzato
in cui rientrano anche le seguenti categorie: gioiellerie con caveau, banche con caveau, depositi di custodia con caveau

Definizioni

Nella normativa vengono spesso citate delle definizioni.  E’ opportuno ricordarle per abituarci ad usarle correttamente per identificare in modo univoco le situazioni o i soggetti/oggetti che vengono trattati.

Di seguito sono riportati i vocaboli che vengono comunemente usati nella parte relativa al calcolo prestazionale del sistema di allarme:

Accessi praticabili

“Sono da considerare accessi praticabili tutte le aperture dell’edificio (luci) verso l’esterno dei locali, situate in linea verticale a meno di 4 mt. dal suolo o da superfici acquee, nonché da ripiani accessibili e praticabili per via ordinaria, senza l’impiego cioè di mezzi artificiosi o particolare agilità personale”.

 

Sono pertanto da considerare Accessi Praticabili tutte le porte, finestre, lucernari, botole, e quant’altro poste ad una altezza dal suolo inferiore a 4 mt. attraverso i quali è possibile al criminale introdursi nei locali protetti.

 

 

Unità abitativa isolata (villa)

 

“Unità (villa o appartamento in villetta a schiera) facente parte di fabbricato destinato ad abitazioni tra di loro contigue soprastanti o sottostanti, ma non intercomunicanti, ciascuna con proprio accesso dall’esterno del fabbricato”.

In questa categoria rientranto pertanto le ville singole o gli appartamenti presenti in residence o villette a schiera

 

Descrizione sistemi di protezione perimetrale esterna

Azione deterrente
Fare in modo che eventuali malintenzionati decidano di non iniziare l’intrusione in quanto hanno la consapevolezza che il luogo è adeguatamente protetto.

Azione dissuasiva
Far sì che l’intrusione, sebbene iniziata, si interrompa in quanto viene individuata e segnalata.

Azione di difesa
Consentire, agli occupanti il sito protetto o al personale a presidio, un adeguato tempo per organizzare, anche sotto il profilo psicologico, la reazione nonché dare un congruo tempo alle forze dell’ordine per l’intervento.
La scelta di un adeguato sistema di protezione esterna deve essere fatta dopo un attento sopralluogo ed in seguito all’analisi dei seguenti fattori:

  • situazione ambientale del perimetro da proteggere (topografia del terreno, clima, …);
  • tipo di minaccia prevedibile in considerazione del valore del materiale da proteggere e grado di rischio;
  • risorse umane per la gestione dell’impianto e valutazione del tempo d’intervento a difesa dell’insediamento;
  • agibilità del personale e dei mezzi sul perimetro.

 

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